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Le nostre analisi

Le armi nella guerra tra Russia e Ucraina, di Fabrizio Battistelli su Treccani

Chi non vuole un solo tetto ma 27 per il condominio Europa? di Fabrizio Battistelli su Treccani

Il linguaggio delle armi e le armi del linguaggio, di Fabrizio Battistelli su Avvenire

IRIAD Review 03/2022 - L'arsenale militare della Russia

L’Ucraina e la “preponderanza dell’etica della convinzione”, di Fabrizio Battistelli su Redattore Sociale

Le armi della guerra in Ucraina, di Maurizio Simoncelli su Sbilanciamoci.info

L’altra faccia della guerra: Putin, Biden e le armi nucleari, di Fabrizio Battistelli su MicroMega.net

A chi serve la guerra in Ucraina? Incognita atomica, intervista a Maurizio Simoncelli su cittanuova.it

La crisi tra Ucraina e Russia, intervista a Maurizio Simoncelli su Edizioni Città Nuova

La guerra in Ucraina e l'allerta nucleare russa, intervento di Maurizio Simoncelli, Università di Pisa

Guerra in Ucraina <<Non è escluso l'impiego di bombe atomiche di potenza ridotta>>, intervista a Maurizio Simoncelli sul Corriere del Ticino

Nucleare, il veto di Mosca e la situazione a Zaporizhzhia, di Maurizio Simoncelli su Vatican News

 

 

Ri/Letture

SIS n. 9/2016 Gli scenari del contesto geopolitico euroasiatico dopo la crisi russo-ucraina di Giovanni Calabrese

SIS n. 7/2015 Aspetti strategici del conflitto ucraino di Stefano Adrianopoli

 

Per quanto concerne la Nato, dai fatti del 2008 emerge [...] chiaramente la necessità di grande cautela e diplomazia nel gestire l’ingresso di paesi come Georgia e Ucraina tra i membri effettivi. Anche qui l’Europa è spaccata: i paesi dell’Est vorrebbero estendere al più presto l’Alleanza alle due ex-repubbliche sovietiche, mentre i membri occidentali, come già detto, sono decisamente restii. Pensiamo a cosa sarebbe accaduto se nel 2008 la Georgia fosse già stata membro della Nato: in base all’articolo 5 del Patto Atlantico, in seguito all’aggressione subita dalla Russia l’Alleanza sarebbe dovuta intervenire in difesa di Tbilisi. C’è anche la possibilità che, considerando l’ipotesi di una risposta della Nato, la Russia non avrebbe attaccato la Georgia. Ma si tratta di ipotesi. La guerra del 2008 ha mostrato quanto sia strategicamente importante il Caucaso: ogni azione deve essere ben ponderata.

Al di là dei possibili attacchi russi, la Georgia è comunque esposta anche all’offensiva di abkhazi e osseti in regioni che formalmente sono ancora nel suo territorio. L’Ucraina è vittima di un clima politico e sociale altamente instabile e non si può ancora definire quanto i suoi legami siano orientati verso l’Occidente piuttosto che verso la Russia. La Nato non può permettersi di avere “al suo interno” simili situazioni di instabilità, né di fare il muro contro muro con Mosca. Il conflitto del 2008 ha posto quantomai in evidenza la necessità di tenere bene a mente diplomazia e cautela. Non a caso durante al vertice Nato di Bucarest dell’aprile  2008, dove molti si aspettavano l’annuncio di un Membership Action Plan (tappa fondamentale prima dell’adesione vera a propria) i vertici dell’Alleanza si sono limitati a dichiarare l’intenzione di intensificare la collaborazione con Kiev e Tbilisi.

C. Orlando, La partita euroasiatica, Ediesse, 2009, pp.138-139

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