Da quando nel 1960 ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia, il Ciad è stato terreno di scontro della guerriglia civile. I mutamenti costituzionali del 2005, che hanno permesso al presidente Idriss Déby Itno di candidarsi per un terzo mandato, hanno riacceso nuovamente il conflitto. Una delle principali motivazioni alla base degli scontri riguardava il controllo del potere statale e dei proventi derivanti dal petrolio. In aggiunta a ciò, il clima di impunità per le violazioni dei diritti umani e la corsa per il controllo delle risorse naturali, come terreni e acqua, hanno alimentato le tensioni intercomunali.

Tali tensioni hanno inasprito la violenza tra gruppi che si autodefiniscono "Africani" e "Arabi". Nel dicembre 2006, il governo del Ciad ha raggiunto un accordo di pace con uno dei principali gruppi di opposizione armata, il Fronte unito per il cambiamento democratico (Front uni pour le changement démocratique - FUC). A seguito di tale accordo, i membri del FUC sono entrati a far parte dell'esercito nazionale e il loro leader Mahamat Nour è stato nominato ministro della Difesa. Nell'ottobre 2007, sono state riferite diserzioni di ex membri del FUC per il Darfur e, nel successivo dicembre, Mahamat Nour è stato destituito dalla carica. 

 

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