L’Eritrea fu parte dell’impero coloniale italiano fino al 1941, quando venne occupata dall’esercito britannico, e si trattò della colonia con la più forte presenza di italiani (secondo un censimento del 1939 solo ad Asmara risultavano 53.000 italiani). Rimase sotto occupazione militare alleata fino al 1947 e divenne un protettorato britannico fino al 1952, quando le Nazioni Unite la dichiarono federata con l'Impero etiope. Il 20 maggio 1960 fu trasformata in una semplice provincia amministrativa dell'impero etiopico e nel 1962 fu definitivamente annessa.

Nel 1961 si organizzò in Eritrea il FLE (Fronte di Liberazione Eritreo), al fine di combattere contro l'annessione all'Etiopia e ottenere l'indipendenza nazionale. La guerriglia eritrea fu sottoposta a massicce offensive da parte dell'esercito del Negus, sostenuto economicamente dagli Stati Uniti. Nel 1970 si formarono le forze popolari di liberazione eritrea, il futuro FPLE, nato formalmente nel 1973. Nel 1970 scoppiò una guerra civile tra il FNL e il FPLE, per divergenze politiche sul futuro del paese. Il conflitto civile tra le due fazioni portò ad una graduale frammentazione del FLE in una serie di movimenti minori. 

 

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