La Libia si affaccia sul mar Mediterraneo e la sua popolazione è costituita da Arabi, Berberi e Tuareg. Le ultime due sono popolazioni autoctone dei territori nord-africani. I Tuareg, in particolare, sono tribù nomadi che vivono nel deserto, in cui gli uomini si coprono il capo e parte del viso con un velo blu al raggiungimento della pubertà, da qui la denominazione “Uomini Blu”.

La lingua ufficiale del Paese è l’arabo ma sono molto diffusi i dialetti berberi; inglese ed italiano vengono utilizzati principalmente per il commercio.

La cucina libica è un mix tra quella araba e quella mediterranea, con grande influenza di quella italiana a causa della passata colonizzazione. Un piatto tipico è il couscous, nelle varie versioni possibili. La salsa più utilizzata per insaporire è l’harissa, a base di peperoncini piccanti, aglio e olio. Nel periodo del Ramadan si mangia l’harira, una zuppa che nella versione libica è arricchita da lenticchie e riso e si serve con il limone.

L’influenza della cucina italiana è visibile proprio nel consumo di riso e pasta che vengono conditi con le spezie tradizionali: coriandolo, cumino e cannella. Come antipasto si consuma generalmente una particolare insalata la mechouia con pomodori e peperoni.

La ricetta di oggi è la shaksciuca (o shakshuka), che si mangia a colazione ma può essere uno spuntino durante tutta la giornata. Si tratta di uova cotte in una ricca salsa di pomodoro, cipolla, aglio e peperoni con il profumo del cumino e il piccante del peperoncino. Questo piatto è particolare poiché ne esistono diverse versioni.

Tunisini, algerini, libici ed egiziani ne reclamano la paternità ma è anche un piatto tipico in Israele, introdotto da ebrei di origine tunisina e marocchina. Dunque, è una pietanza che parla lingue e religioni diverse, che ricorda anche le uova al pomodoro della tradizione gastronomica italiana.

Si serve direttamente nella padella in cui si cucina, accompagnato dal pane per fare la "scarpetta" nel sugo abbondante.

Ingredienti

4 uova
1/4 bicchiere di olio di oliva
1 cipolla
1 peperone
1 spicchio di aglio
1 peperone giallo o verde
1 confezione di pelati
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di peperoncino in polvere o 1 peperoncino piccante fresco
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di paprika
1 pizzico di pepe
sale
1/2 cucchiaino di prezzemolo tritato 

Preparazione

Versare l’olio in una padella e far soffriggere la cipolla e l’aglio tagliati a pezzetti, unire il concentrato di pomodoro e i pelati. Far andare qualche minuto e poi unire il peperoncino, il cumino, la paprika e il pepe. Aggiungere il sale e il peperone tagliato a striscioline, unire una tazza di acqua calda e lasciar cuocere fino ad avere un bel sugo denso. Formate nel sugo quattro cavità in cui adagiare le uova sgusciate. Coprite con un coperchio e fate cuocere per 10 minuti. Spolverate con il prezzemolo e servite caldo insieme al pane. 


La situazione in Libia

La Libia passò da monarchia a repubblica dopo il colpo di stato del colonnello Gheddafi nel 1969. Nel 1970 fu lui a prendere le redini del potere attuando un sistema di governo di stampo socialista-panarabo. Applicò una politica anti-italiana tanto da giungere ad un decreto ufficiale di espulsione, nell’ottobre del 1970, dei cittadini dell'ex madrepatria che dovettero abbandonare ogni loro possedimento. Sotto la guida del colonnello la Libia si configurò come “Stato canaglia” pronto ad appoggiare gruppi terroristici (ad esempio l’IRA irlandese o il palestinese Settembre Nero). A causa di ciò fu isolata dalla NATO e nell’aprile del 1986 fu bombardata da caccia americani. La Libia rispose a quest’attacco con un attacco missilistico verso Lampedusa.

Dal febbraio 2011 le rivolte della Primavera Araba cominciarono ad accogliere consensi anche in Libia dove il governo rispose con una repressione armata tanto da trasformare le manifestazioni in scontri. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attivò un intervento militare e il 20 ottobre 2011 Gheddafi fu catturato ed ucciso portando alla caduta del regime e alla fine della guerra contro di esso.

Da allora è iniziato un percorso per la costituzione di un nuovo Stato libico ma il paese è ancora lacerato da rappresaglie di milizie armate rivali ed ex ribelli. Nel 2014 la situazione è precipitata di nuovo con il colpo di stato del generale Haftar. L’insicurezza e l’anarchia regnanti nel paese hanno fatto iniziare un movimento di profughi verso le coste italiane con la conseguente proliferazione di trafficanti di migranti che lucrano sulla speranza altrui di trovare salvezza.

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