Analisi | Vertice di Ankara: successo del Buy American nell’ultimo Summit NATO
Vertice di Ankara: successo del Buy American nell’ultimo Summit NATO
di Jacopo Giannini

Nel Summit NATO di Ankara del 7-8 luglio, gli Alleati hanno accelerato l’ampliamento dei bilanci della Difesa: nel 2025 i Paesi europei e il Canada hanno incrementato la propria spesa militare del 19% rispetto al 2024 (per un totale di 139 miliardi di dollari a prezzi correnti). Entro il 2026, 17 Alleati raggiungeranno l’obiettivo dell’1,5%, 5 quello del 3,5% e 5 il 5% fissato all’Aja nel giugno 2025.
Per quanto riguarda l’Italia, dal 2022 al 2026 la percentuale della spesa militare sul PIL è aumentata dall’1,5% del 2022 al 2,1% nel 2026, con un incremento relativo del 40%. In valori assoluti questo significa che il costo della Difesa è aumentato dai 31.5 miliardi di dollari del 2022 ai 57 miliardi nel 2026 (prezzi correnti). In valori costanti questa cifra passa da 34.2 miliardi di dollari nel 2022 a 49.3 nel 2026.
Dal vertice NATO di Ankara è emerso il proposito di sostenere la cooperazione tra le aziende della Difesa per aumentare la produzione, stabilizzare le catene di approvvigionamento e consegnare in tempi rapidi armamenti, veicoli e nuove tecnologie. In questa cornice industriale, il vertice ha individuato tre progressi strategici: il lancio di un nuovo progetto multinazionale per garantire la sicurezza e la gestione delle materie prime necessarie alla difesa (per un totale di 50 miliardi di dollari); l'implementazione di un'infrastruttura digitale comune più agile e resiliente; l'espansione delle capacità di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR) grazie al Buy American, cioè tramite l'acquisto di droni Triton prodotti dalla Northrop Grumman. Danimarca, Finlandia, Germania e Norvegia hanno annunciato l'acquisto di cinque droni Triton, destinati alla flotta di Alliance Ground Surveillance (AGS) della NATO di Sigonella, in Italia.
Parallelamente, il vertice ha ribadito che la sicurezza euro-atlantica rimane legata a quella dell'Ucraina, che gli Alleati continueranno a sostenere, soddisfacendone le necessità difensive e mantenendo le capacità della NATO inalterate nel tempo. Si inserisce in questo quadro il PURL (Prioritised Ukraine Requirements List), attraverso il quale gli alleati della NATO acquistano dagli Stati Uniti (per un totale di 70 miliardi di dollari, confermati anche per il 2027) equipaggiamenti militari, che vengono poi consegnati all'Ucraina. Comprensibile, a questo punto, la soddisfazione di Trump.














