L’Afghanistan è da sempre un crocevia strategico tra l’area iranica, l’Asia Centrale ed il subcontinente indiano. Privo di sbocchi sul mare, il suo territorio è prevalentemente montuoso: la parte nord-orientale del paese è occupato dalla catena dell'Hindukush, una delle più alte al mondo. La sua economia è poverissima: vengono praticate attività artigianali, come la produzione di tappeti, e l’allevamento nomade, mentre l’industria è quasi inesistente. L’attività più redditizia è la coltivazione del papavero da oppio, di cui è il principale produttore mondiale. La popolazione afghana è composta da un crogiuolo di diverse etnie e la sua società è organizzata su basi essenzialmente tribali.

I pashtun, etnia maggioritaria del paese, hanno sempre esercitato un’egemonia politica sugli altri gruppi; musulmani sunniti di lingua pashtu, sono stanziati nelle regioni orientali e centro-meridionali del paese; l’etnia pashtun è presente anche nel confinante Pakistan. Principali rivali dei pashtun sono i tagiki, che parlano la lingua dari (variante del persiano), e sono stanziati soprattutto nel Nord-Est del paese e nella provincia occidentale di Herat. In Afghanistan sono presenti gruppi turcofoni, come gli uzbeki, stanziati a nord, nella regione di Mazar-e-Sharif, e i turkmeni, che vivono più a nord-ovest. Nel centro del paese (valli dell’Hindukush centrale) sono insediati gli hazara, di origine turco-mongola e di religione musulmana sciita: isolati all’interno della società afghana, erano considerati socialmente inferiori. Nel paese sono presenti anche piccole minoranze di baluci (nell’estremo sud) e nuristani (a nord-est di Kabul).

 

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